Mi è capitato, qualche volta, di aprire gli occhi al mattino, fissare il soffitto... e pensare all'
universo.
Vi capita mai?
Di pensare a quanto siamo piccoli... e sperduti all'interno di una cosa così incredibilmente grande.
A me capita a volte.
Da un punto di vista squisitamente materialistico, senza dover scomodare spiritualità, religione o filosofia...
quello che mi dà da pensare è la sensazione di angoscia che mi sfiora quando mi fermo a riflettere sull'
infinito.
Mi trasformo per un attimo in una
particella impazzita che a
tutta velocità si allontana dalla terra e comincia ad
andare verso
i confini dell'Universo.
Ma quali confini?Passo pianeti, nebulose, galassie...
Cammina e cammina...arrivo al punto in cui
qualsiasi forma di materia rimane alle mie spalle e davanti a me c'è solo il
nulla.
Se volete possiamo ipotizzare un confine, una barriera.
Come volete.
Ma io passo anche la barriera.
E dopo?
Ancora il nulla ...
l'infinito.
E' ovvio, non può essere altrimenti...no?
E la mia mente prova una
sensazione di fastidio.
Si
rifiuta di accettare questa semplice verità...
Ed eccola quella leggera sensazione di
angoscia che mi prende dentro...
La nostra mente,
o per lo meno la mia, non è stata progettata per contenere l'infinito.
E' inutile.
E mi rendo conto che forse è normale...perchè da quando siamo nati abbiamo a che fare con cose che hanno un inizio ed una fine.
Sia nel
tempo che nello
spazio.
Si perchè se volete il giochetto lo facciamo anche con il tempo.
Se mi fermo a pensare che
sia che io vada indietro nel tempo...
sia che io vada avanti...anche questo è un andare
infinito...
Mi scoppia di nuovo il cervello.
Non riesco a contenere questa idea.
Non ci sta.
E' inutile.
E allora mi chiedo come sia possibile che io mi metta a riflettere sull'esistenza di Dio o sul senso della vita...
Non abbiamo gli strumenti per azzardare ipotesi o spacciare verità.
Ci sono cose più grandi di noi.
Troppo più grandi di noi.
Verità di cui noi facciamo parte...verità che ci racchiudono e che non ci sarà mai possibile sondare, non in questa forma,
non come esseri umani.
E tutto diventa molto, molto relativo...
Così arriva la sera, esterno il mio pensiero su un blog... e solitario mi incammino verso il tramonto...con lo sguardo rivolto al cielo...
ed un sorriso ebete stampato in faccia.
...perciò non cercate di convincerci
di aver raggiunto la vera Sapienza...
a meno che questo non significhi
che avete raggiunto l'Università...
e che avete incontrato Lui...
Forse l'ultimo degli eroi.